Testo introduttivo
 
 



A
mmirare una tela di altri tempi, con colori caldi che si amalgamano a tagli di luce, esaltandone, non solo il soggetto in opera ma le doti pittoriche dell'artista, procura un piacere all'animo che descriverlo diventa un problema serio. Non ci sono parole.
Aver avuto la fortuna di conoscere un artista che ha reso la sua vita un contenitore, in cui ha riversato tutte le informazioni scolastiche e le sue doti innate, e ammirarlo mentre, da un fondo bianco come il latte, tira fuori linee e colori forti che si reggono da sole, credetemi è un crescendo di emozioni ancora più forti e descriverle resta comunque impossibile.
Apprezzando l'arte dei grandi nomi che hanno fatto il '500 e il '600, e opere contemporanee dei giorni nostri, il mio campo visivo e interpretativo dell'arte si è allargato fino ad avere un quadro completo di ciò che può tradursi in opera con un pennello e con quattro colori.
Le tecniche e gli stili, si fondono con la passione dell'artista che, sulla scia della sua musa ispiratrice, crea senza sosta e senza tempo. Tutto si annulla per le sue creature e tutto si crea per il piacere di rendere, con i colori, trepidazioni all'animo.
Ed è proprio per questa smania di vitalità, che ritorna alla ribalta l'artista indigeno, dopo «messaggi» nel ‘94 e «aggiungi un posto a tavola» nel ‘96, allestendo una mostra delle sue ultime creazioni nella sua città natale. Dopo quasi sei anni, presenta, al pubblico, sedici tele raffiguranti temi classici del periodo greco-romano e del periodo neoclassico.
Conosciuto come fautore di quella corrente artistica che prende il nome di popart che, emerse negli USA e si sviluppò poi anche in Europa, richiama il vastissimo repertorio di immagini divulgate dai moderni mezzi di comunicazione di massa utilizzando il linguaggio inerente all'odierna civiltà dei consumi, il tema della mostra, potrebbe trarre in inganno, ma la maturazione ideologico-espressiva, ha guidato la mano del pittore, a tradurre la classicità in modernismo.
Di formazione accademica, conseguendo il diploma in scenografia presso l’«Accademia di Belle Arti» di Foggia, la sua ispirazione nasce da una spiccata sensibilità per il «bello» che, grazie anche alle sue capacità di ricerca, di sperimentazione e ai suoi studi, spazia dal classico ai grandi pittori che hanno fatto la storia dell’arte italiana, per spingersi fino ai giorni nostri, ritornando all'arte figurativa classica con intervenenti caratteristici della popart i cui effetti si notano dallo stile marcato, nelle linee e nei colori.
Figure classiche del periodo greco-romano, ritratti settecenteschi, icone della classicità, si trasformano sotto l’esperta mano dell'artista, in rivisitazioni moderne, dove sfondi con colori vivi marcano la manifattura e la peculiarità dell'opera, risaltandone il gusto eterno con elementi pittorici e stili che ricordano i giorni nostri.
Comunicare attraverso l'arte, il cambiamento che ci vede protagonisti di una storia che è in perpetuo movimento, diventa per il pittore, uno strumento senza voce, ma dal timbro ben marcato a proferire parole senza suono, ma ricche di significato espressivo. Le sue opere pittoriche sembrano voler dire: «…passano gli anni, passano le mode, cambiano le abitudini e gli stili di vita. Sempre più frenetici, sempre meno soste. Corriamo verso le nostre mete dimenticando, quasi, da dove veniamo, chi siamo, e soprattutto non ci diamo pensiero per il vero senso della vita. Ma fermarsi a guardare il passato, rivisitato in chiave moderna, ci fa chiedere, dove siamo, cosa siamo diventati e attraverso quali mezzi abbiamo compiuto le nostre metamorfosi.»
Una singolarità artistica che lascia il fiato sospeso tra il respiro e il sospiro.
Osservare le linee dei singoli quadri che si intrecciano e si stendono sulla tela con armoniosa eleganza.
Incontrare colori che si oppongono in un'ottica di altri tempi, ma che qui si stagliano meravigliosamente sulla trama della tela.
Il fulcro dell'opera che nel complesso determina serenità e precisa un'ammirazione da lasciare a bocca aperta anche il meno dotto tra gli appassionati, non fa altro che confermare l'artista quale manifesto della sua arte tra le molteplici espressioni artistiche oggi esistenti.
Conosciuto nella sua terra natia, sul territorio nazionale e anche in centri culturali oltralpi, (espone due tele nella De Nieuwe Academie of Groninger), sono numerosi i collezionisti privati che si fregiano le pareti con le sue opere. Il suo talento, vociato e richiesto da molti, è rinomato a tal punto che anche sulla comunità virtuale, altrimenti detta «Internet», è presente con il sito www.mosesart.net, costruito da lui stesso con quella semplicità e dedizione, che specificano la sua inestinguibile classe.

Giuseppe Piscitelli