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Non ho conosciuto Mosè per caso: sono stati i nostri lavori ad
incontrarsi. E non poteva essere altrimenti.
E successo sul set di «Condominio Mediterraneo», una
trasmissione televisiva coloratissima e divertentissima come le nostre
rispettive opere. Io ero stato invitato dallo scenografo, lartista
Giovanni Albanese, a popolare il set con le presenze allegre e antropomorfiche
dei miei arredi; Mosè faceva lo stesso con le sue grandi tele:
erano coloratissime e dinamiche: figure pop messe in centrifuga, fumetti
senza parola ma per nulla muti. I colori piatti accostati con energia,
il tratto nero a dare il senso dello spazio, il sottile simbolismo delle
composizioni di cuori trafitti e spermatozoi danzanti, e su tutto la costante
presenza di soggetti animati da un moto giocoso e da un sentimento imprevisto.
Nei nuovi lavori Mosè La Cava si lascia affascinare dalluniverso
della scultura classica e la composizione rallenta, si ferma e si fa Metafisica:
i soggetti riacquistano la profondità e il chiaroscuro e perdono
il colore, che rimane, piatto e scioccante sugli sfondi.
I soggetti ritratti, ridestati dal passato, buttano il loro sguardo ora
ironico, ora compassato sul futuro (gli sfondi coloratissimi). Lenergia
non è sacrificata, e nemmeno lo sono lallegria e limpatto
estetico degli esordi e così la firma rimane inconfondibile. Eppure
le opere acquistano uninsospettata profondità introspettiva.
Lartista è cresciuto: la riflessione sulla storia lo porta
ad una nuova consapevolezza di se stesso e dei propri mezzi.
Roberto
Liotti
architetto e designer
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