Lucera, luogo sacro


Dai tempi più remoti e nel corso dei secoli, l'Italia, credo, si possa considerare l'incrocio dei popoli che hanno abitato le coste del Mediterraneo e le terre limitrofe, e a questo si deve attribuire la varietà di tradizioni e idiomi delle regioni italiane.
Tra queste la Puglia, che dall'ebraico "Apulah" vuol dire nebbia, forse quella nebbia che risaliva e aleggiava sugli acquitrini e paludi di cui quasi tutta la regione ne era disseminata, o dal tusco "Apul" cioè sole e quindi terra del sole "Apulia", fu certo uno dei primi approdi via mare dei popoli naviganti che prendevano il largo dalle coste dell'est tra cui anche i Fenici. Una terra fertile e favorita per gli scambi di merci, da e per l'oriente.
In alto al territorio Apulo, delimitata dal fiume Fortore c'è la Daunia: territorio e popolazione di etimo indefinito. A dominare la Daunia per molti secoli vi fu Lucera, adagiata al centro della pianura, sulla lunga collina che degrada verso Sud-Ovest.
Circa una datazione della nascita della città di Lucera, o meglio i primi abitanti del sito, si fa riferimento agli Osci, popolo sceso nei territori del sud Italia dal nord attraversando l'Europa, provenienti dal medio oriente e dai Balcani. Esattamente questa può essere solo una delle teorie, pur essendoci ritrovamenti e tracce di questo popolo, pensando alla facilità, anche per mare, di raggiungere le coste italiane e pensando poi ai popoli, che nelle epoche più disparate, hanno raggiunto e abitato la penisola, occupandola con guerre o pacificamente. Ma pare che proprio da questi popoli, gli Osci, e dal loro idioma o dall'Etrusco nasce il nome della città, unendo le due parole "luc (bosco) erus (sacro)". Di certo le origini dei nomi (appellativi) si perdono nella notte dei tempi.
Lucera, posta sui tre colli o tre creste di una dolce collina, dove è tuttora, sul più alto e più esposto di questi tre, il colle Albano, si erge a testimone del tempo la cinta turrita della cittadella militare del periodo angioino, detta la Fortezza. All’interno di questa dopo successive campagne di scavo sono affiorati strati epocali tra i più distanti, e il più antico, un villaggio con capanne a pianta circolare risalente alle prime civiltà del neolitico.
Da sempre abitati, i tre colli, come postazione di caccia nei tempi più remoti, come accampamento strategico per combattere le tribù vicine, in questi luoghi hanno portato le loro divinità, e come nei graffiti rupestri hanno lasciato nel nome della città l’antico significato: bosco sacro.
Questi appellativi non nascono per progetto, quindi “luc-erus” è un appellativo o nome che quasi sicuramente è stato dato successivamente ad un luogo già per tradizione sacro a popoli indigeni.

Mosè La Cava